Israele e Palestina - Viaggiare attraverso il mondo con la spondilite anchilosante

Buongiorno a tutti,
mi chiamo Giorgio, vivo e lavoro in provincia di Varese, ho trentadue anni (in picchiata verso i 33) e appartengo al ristretto “Club di malati reumatici”. Sono affetto da Spondilite Anchilosante da almeno quindici anni e in terapia con farmaci biologici da più di 9.
Non voglio sprecare l’opportunità che mi è stata data da SloWays di poter essere letto, per questa ragione non voglio soffermarmi sulle tappe che hanno caratterizzato l’evoluzione della mia patologia sino ad oggi.
Quel che invece vorrei trasmettere, senza presunzione alcuna, è un messaggio di speranza. Speranza è un sostantivo ad ampio raggio che ha sfumature e declinazioni diverse per ogni persona. Il mio personale messaggio è rivolto a tutti coloro che convivono con una patologia cronica, ma non solo. Vivere la malattia come trigger (grilletto), ovvero usare la malattia come elemento scatenante, come leva, nella volontà di raggiungere obbiettivi nuovi, traguardi nuovi, riempire il nostro cosmo personale di eventi straordinari. Per coloro che “sfortunatamente” non hanno alcuna patologia il messaggio è quello del non perdere tempo e lanciarsi, nel limite delle proprie possibilità, verso nuovi e sempre più alti traguardi. Probabilmente la maggior parte di voi, a questo punto, si starà chiedendo all’atto pratico in che maniera io voglia trasmettere questo messaggio. Con un pizzico di ragione in meno e maggiore slancio ho deciso di partire per un viaggio attraverso Israele e parte della Palestina in solitaria, ovviamente a piedi e in compagnia del mio fedele bagaglio reumatico. Viaggio che avrà la durata di circa 2 settimane dal 22 febbraio al 7 marzo 2018. Ci tengo a precisare che sono nelle condizioni fisiche di poter sostenere un viaggio di tale portata e se posso avventurarmi è grazie ai medici e alle terapie a cui sono stato e tuttora sono sottoposto.

I motivi per cui ho deciso di mettermi in gioco con questo cammino sono molteplici. Sicuramente questo tipo di viaggi sono metafora di un percorso più profondo dentro noi stessi, nascono dalla necessità di esplorare zone remote nella nostra personalità e della nostra mente. Non nascondo che motivo non secondario è il forte fascino che ha sempre giocato su di me quel lembo di Medio Oriente, fazzoletto di terra insanguinato da conflitti religiosi ma anche simbolo di una radice comune mediterranea a cavallo tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Quale luogo meglio di questa terra può aiutare a trasmettere la speranza di ambire a un cambiamento positivo personale?

Spero sia riuscito a incuriosirvi e che le motivazioni che mi hanno spinto ad affrontare questo viaggio possano coinvolgere nel migliore dei modi anche voi. Per tutti coloro che son riuscito a “sedurre” ho creato una pagina Facebook e Instagram.
Facebook: Joerusalem. In marcia tra Israele e Palestina
Instagram: joe85.c

Giorgio Circosta